Le buone maniere, i fatti della Uno Bianca – SABATO 26 maggio

Ore: 
18,00 e 21.30

Cast:
Alchemico Tre
Regia MICHELE DI GIACOMO
Con Michele Di Giacomo
Scene e Costumi: Roberta Cocchi e Riccardo Canali
Luci e responsabile tecnico: Riccardo Canali
Suono: Fulvio Vanacore
Assistenza drammaturgica: Magdalena Barile
Foto: Umberto Terruso
In collaborazione con Visionari/Kilowatt Festival

Trama:

“Le Buone Maniere” è una storia di uomini e fantasmi, di vittime e carnefici, che scava all’interno dell’animo umano per far luce su quell’istinto animale che ci porta a compiere azioni scellerate.
A distanza di 30 anni dal primo colpo della Banda della Uno bianca al casello autostradale di Pesaro il romagnolo Michele di Giacomo, affidandosi al testo di Michele Di Vito e alla consulenza drammaturgica di Magdalena Barile, ne ripercorre le tappe attraverso solo uno dei suoi protagonisti: Fabio Savi. Uno degli assassini più feroci della storia italiana, che per 7 anni, con i fratelli Alberto e Roberto, entrambi poliziotti, mise a segno decine di rapine, uccise 24 persone e ne ferì un centinaio.
Un pretesto, un’ intervista che Savi deve rilasciare il giorno dopo, scatena l’azione scenica, in cui il passato torna e si fa sentire. Come raccontarsi, cosa raccontare?
In una notte senza riposo, la voce della coscienza si presenta in carne e ossa, come un alterego che lo costringe a fare i conti col passato: dall’infanzia giù al fiume, al primo colpo al Casello Autostradale di Pesaro, fino agli omicidi.
Ne esce il ritratto di un uomo comune, nessuna organizzazione criminale a proteggerlo, senza alcuna caratteristica da eroe che si è macchiato di tanti orribili delitti per un’avidità di denaro che ne ha cancellato qualunque scrupolo morale. Perché nessuno scenario misterioso sembra nascondersi dietro questa vicenda: solo la banalità del male, una normalità che è più sconcertante di tutte le atrocità messe insieme.

Note di regia
Non è facile parlare dei fatti della Uno Bianca. Non è facile perché le vittime sono state tante, tanto il dolore e la paura. Quando si nomina la Uno Bianca, cala ancora un assordante silenzio, soprattutto nelle mie terre: in Romagna.
A distanza di 30 anni ho voluto rompere questo silenzio. Questa storia ha radici in qualcosa di pericoloso: il razzismo, la rivalsa, l’ignoranza. Io da romagnolo ho solo ricordi da bambino, ricordo mia zia che quando parcheggiava la sua Fiat veniva accostata dalla polizia, ricordo che mi stringeva la mano e che un’aria strana, tesa riempiva l’abitacolo. “Le Buone Maniere” vuole ricordare e raccontare, nell’unico modo in cui siamo in grado di fare: facendo teatro.
Lo spazio concreto e claustrofobico della cella, disegnata da un letto in metallo, una scrivania, un armadietto ed una piccola televisione, si sgretola lentamente, lasciando spazio al luogo della mente. Ci si ritrova così nella campagna di Rimini o nel Bar di Torriana a bestemmiare contro neri e zingari; e così via risalendo un cammino macchiato da sette anni di rapine e delitti. Alla fine di questo viaggio non resta che un ammasso di macerie, una discarica di ricordi fatta di rabbia, riscatto e violenza. E soprattutto loro le vittime, sulle quali non si può fare altro che restare in silenzio. Forse meglio contare le stelle, come fa il nostro protagonista per cercare di addormentarsi ogni notte nella sua cella….una stella, due stelle, tre stelle…

Dove: Magazzini UTO,  Vicolo Consalvi,  Via Antonio Gramsci 57, accanto al Café Cabaret, Macerata

 

Info e prenotazioni:
acquisto presso Biglietteria Magazzini UTO (Vicolo Consalvi) da un’ora prima dello spettacolo. Costo biglietto intero: 10 euro; Ridotto studenti 5 euro